- Titolo del percorso formativo
- Ambito di riferimento del percorso formativo
- Destinatari del corso
- Costi di Iscrizione del percorso formativo
- Nome e sede dell’ente che eroga il percorso formativo
- Luogo di svolgimento del percorso formativo
- Durata complessiva del Percorso Formativo
- Obiettivi del percorso formativo
- Profilo professionale
- Struttura del corso
- Risorse umane da utilizzare
- Sistemi di verifica e di monitoraggio dell’apprendimento previsti all’interno del percorso formativo
- Prove finali e Attestati
- Sbocchi professionali previsti dal percorso formativo prescelto
- Intese con aziende e organizzazioni professionali per l’inserimento lavorativo dei partecipanti
- Selezione
Titolo del percorso formativo
Corso di Formazione per la didattica dei beni culturali
Ambito di riferimento del percorso formativo
Attività formative ed educative
Destinatari del corso
Destinatari diretti del corso sono n. 5 giovani laureati (corsisti)
Destinatari indiretti sono n. 20 giovani che hanno raggiunto i 18 anni di età e sono in cerca di prima occupazione (uditori)
Costi di Iscrizione del percorso formativo
Il corso di Formazione è gratuito.
E’ prevista una borsa di studio in favore dei corsisti e degli uditori.
Nome e sede dell’ente che eroga il percorso formativo
Centro Studi Terra d’Otranto – Via Vittorio Emanuele, 10 – Otranto (LE)
Luogo di svolgimento del percorso formativo
Istituto Maestre Pie Filippini – Piazza Castello - Otranto (LE)
Durata complessiva del Percorso Formativo
Mesi tre
Obiettivi del percorso formativo
L’idea del PROGETTO PANTALEONE nasce da un’opera straordinaria e unica: il MOSAICO PAVIMENTALE DELLA CATTEDRALE DI OTRANTO, vero e proprio LIBRO DI PIETRA, sicuramente espressione del proprio tempo ma capace di significati e letture ben più ampi di esso.
Il Mosaico di Otranto, voluto a metà del XII secolo dall’Arcivescovo di Otranto Gionata, realizzato da un monaco-artista, il sacerdote Pantaleone, preside del rinomato centro culturale greco-bizantino di S. Nicola di Casole, è il sito più visitato nel Salento e tra i più ammirati nel Mezzogiorno d’Italia, presente tra le posizioni di vertice in Italia, nell’Europa, nel Mondo.
E’ un’opera che occupa l’intero pavimento della Cattedrale, lunga 54 metri e larga 28, distendendosi per le tre navate tra grandi alberi intricati di rami e foglie, con figurazioni di ogni specie e animati da una popolazione la più eterogenea che si possa immaginare, di animali, mostri, diavoli, angeli.
Il mosaico rappresenta un immenso libro del sapere, a partire dal quale non e’ difficile compiere un “viaggio ideale” attraverso tempo e luoghi diversi: in passato fu definito anche enciclopedia popolare, in quanto summa del sapere dell’epoca e ottimo strumento didattico di apprendimento per tutti.
Il Mosaico pavimentale non si può solo guardare o ammirare: si deve andare oltre.
Rappresenta certamente un Capolavoro affascinante e negarlo vorrebbe dire solo sminuire il pregio dell’opera, ma il valore del mosaico è rappresentato non tanto dall’unicità dell’opera d’arte in se stessa, ma proprio dalla complessità del messaggio che in essa viene abilmente celato.
“Direbbe ben poco, forse, a noi moderni che viviamo nella piattezza e non nella verticalità dei pensieri. Va piuttosto letto, anzi sfogliato, pagina dopo pagina, accuratamente, senza stanchezza come una musiva enciclopedia” (Don Grazio Gianfreda).
Il Mosaico di Otranto e in particolare l’Albero della Vita, iscritto nella lista prestigiosa del patrimonio mondiale dell’umanità, ha un valore eccezionale per il suo messaggio universale e unitario, per la perfezione della forma a croce e per l’armonica compresenza di elementi culturali venuti dal nord dell’Europa, dal mondo giudaico, cristiano, musulmano, buddista e dall’antichità.
“Su di esso, come su una sequenza di fotogrammi, scorrono credi politici e religiosi, usi e costumi, miti e leggende del mondo orientale e del mondo occidentale, personaggi camitici come la regina di Saba e personaggi iapetici come Alessandro Magno e Re Artù” (Don Grazio Gianfreda).
È un capolavoro unico dell’arte pittorico-medievale e probabilmente l’ambiente in cui l’opera è calata sarebbe stato scelto anche per avere la certezza che il messaggio fosse conservato per molto tempo e fosse trasmesso ai posteri.
In verità, il Mosaico di Otranto è ancora talmente mal conosciuto, e nei suoi confronti si è manifestata per secoli una così tranquilla ignoranza, da rendere ora necessario che la sua conoscenza, sinora appannaggio di un numero ristretto di eruditi, sia finalmente trasmessa al grande pubblico.
E’ infatti paradossale che, in un’epoca in cui il Mosaico riscuote ampio interesse, esso continui ad occupare un posto ridicolamente insufficiente nella cultura odierna.
In particolare l’Albero della vita è simbolo di accoglienza, di uguaglianza, di unità: una costruzione di migliaia di piccole pietre policrome che diventa tempio e che, al di là delle lunghe (e interessanti) dispute degli studiosi sul perché di alcuni simboli, si è data una configurazione ben precisa: essere il tempio dell’accoglienza, il tempio laico della tolleranza e, per il cristiano, il tempio della fratellanza.
Per chi contempla il mosaico di Otranto e l'universalità del linguaggio di Pantaleone, autore del mosaico, i confini-spazio temporali non esistono più: varcando la soglia del grande portone della cattedrale si esce da Otranto e si entra nel mondo, pur non spostandosi di un metro.
Dal mosaico di Otranto emergono significativi messaggi per l’uomo di oggi:
- le comuni radici dei popoli euro-asiatici e del bacino del mediterraneo invitano alla riscoperta dei valori condivisi e alla promozione del dialogo e della pacifica convivenza;
- l’unitarietà della cultura cristiana medievale stimola al recupero di un senso unitario della vita, in un momento in cui sembrano prevalere visioni di parte e orizzonti esistenziali poveri di valori e di tensione ideale;
- l’invito, infine, alla ricerca e alla valorizzazione di un fondamento comune sul quale «le diversità tra i popoli si arricchiscano e reciprocamente arricchiscano».
Il Mosaico Pavimentale della Cattedrale di Otranto insegna che le unioni e le intese si fanno anche sulla base di esigenze e di situazioni contingenti, ma soprattutto su quella di una matrice culturale comune, l’unica che può dare senso e spessore alle politiche comunitarie.
Sono questi i presupposti da cui parte Pantaleone e dai quali dobbiamo partire noi, oggi: dobbiamo parlare, prima, di conoscenza, poi di unità e di integrazione.
Questo potrà avvenire quando si saranno abbattuti gli steccati non delle nazionalità, ma dei nazionalismi arroganti che danno matrici esclusive ed anguste ad una cultura che è invece patrimonio collettivo in movimento, il quale si arricchisce oggi, come si è arricchito nel passato.
Il mosaico viene qui proposto come opera di partenza di possibili itinerari culturali, in quanto capace di introdurli, di inserirli in una vista unitaria alla scoperta della Terra d’Otranto.
Le molteplici raffigurazioni del mosaico pavimentale di Pantaleone, infatti, si collegano idealmente ad un “mosaico virtuale” diffuso sul territorio, in cui le figure e le rappresentazioni diventano “stazioni” di possibili percorsi o itinerari che si possono costruire dinamicamente e percorre in modo guidato.
Le stazioni possono costituire, pertanto, il punto di partenza, di transito e di arrivo di itinerari legati a differenti bisogni (di conoscenze, di attività, di piaceri), diversi a secondo delle caratteristiche di ogni visitatore e del periodo della visita.
Inoltre, partendo dal Mosaico, si possono ipotizzare dei “Viaggi sentimentali”, itinerari precostituiti, dalla fruizione anche collettiva e collocati in precisi momenti temporali, al fine di accompagnare il fruitore che ama lasciarsi guidare in un percorso e soprattutto che vuole “gustare” i luoghi sotto il profilo artistico, culturale e ambientale.
“Viaggi Sentimentali” che si possono svolgere sulla traccia di testi letterari che hanno narrato la vita, gli usi e i costumi della società otrantina.
Il filo conduttore, naturalmente, è la vicenda del 1480, anno in cui avvenne l’eccidio dei Martiri per opera dell’armata turca.
Per la città di Otranto, e più complessivamente per la Terra d’Otranto, il Progetto Pantalene è una opportunità per mettere in campo una strategia e per operare scelte di marketing tese a rilevare e a valorizzare quelle caratteristiche proprie di questa terra e a farne oggetto di interesse per un mercato culturale, turistico, commerciale di livello internazionale.
Partendo dal presupposto che Otranto possiede uno straordinario tesoro d'arte unico al mondo, che non è conosciuto e adeguatamente valorizzato, il Centro Studi Terra d’Otranto si propone di promuovere, valorizzare e diffondere la conoscenza del messaggio contenuto nella mirabile opera del Pantaleone.
E’ in questa logica che con il Progetto Pantaleone il Centro Studi Terra d’Otranto si propone:
- di promuovere la conoscenza del Mosaico presso il grande pubblico e soprattutto fra le nuove generazioni;
- di avviare una riflessione in ordine all’opportunità di utilizzare il Mosaico di Otranto come guida di un percorso formativo, dal punto di vista culturale e professionale.
Il Progetto Pantaleone è anche un progetto di divulgazione culturale finalizzato a incrementare la fruizione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale della Terra d’Otranto.
Profilo professionale
Per il raggiungimento dei citati obiettivi, il Centro Studi Terra d’Otranto intende formare giovani interessati e motivati che, attraverso l’acquisizione di conoscenze e strumenti adeguati, possano accompagnare gruppi di ragazzi, giovani e adulti che vogliono conoscere il Mosaico Pavimentale della Cattedrale di Otranto ed entrare in contatto con il patrimonio culturale della Terra d’Otranto.
A tal fine è stato ideato un corso di formazione per la didattica dei beni culturali.
Destinatari diretti del corso sono n. 5 giovani laureati (corsisti).
Destinatari indiretti del corso sono n. 20 giovani che hanno raggiunto i 18 anni di età e sono in cerca di prima occupazione (uditori).
I corsisti e gli uditori parteciperanno alle lezioni e ai seminari di approfondimento.
Inoltre, i corsisti terranno delle esercitazioni didattiche agli uditori.
Alla fine del corso, gli uditori potranno essere utilizzati quali Addetti Culturali del Centro Studi Terra d’Otranto.
L’addetto culturale, in conformità agli obiettivi che con il Progetto Pantaleone si intendono realizzare, deve promuovere la conoscenza del Mosaico presso il grande pubblico e soprattutto fra le nuove generazioni e creare dei percorsi formativi dal punto di vista culturale.
L’Addetto Culturale possiede una buona cultura di base, con particolare riferimento alle valenze artistiche della zona in cui opera, nonché alla storia ed alle tradizioni locali e la versatilità e le basi conoscitive adeguate per potersi rivolgere ad ogni tipo di utenza.
L’Addetto Culturale conosce, studia, riordina, cataloga, valorizza e rende fruibile il patrimonio storico e culturale della Città di Otranto.
L’Addetto Culturale può realizzare iniziative al fine della valorizzazione dell’immagine di Otranto attraverso:
- attività di promozione e diffusione delle risorse culturali;
- valorizzazione e sostegno delle realtà culturali che, pur essendo già conosciute, necessitano di una ulteriore promozione;
- sostegno e coordinamento di realtà ed attività turistico-culturali che appartengono ad aree diverse, ma comunque dotate di forti capacità sinergiche e suscettibili di interscambiabilità.
L’Addetto Culturale inoltre:
- cura le iniziative volte alla realizzazione di studi, ricerche, catalogazione del patrimonio storico e culturale e della tradizione in genere;
- cura l’organizzazione di mostre, convegni, seminari, celebrazioni, manifestazioni che hanno per oggetto la promozione e la divulgazione del Mosaico della Cattedrale di Otranto e del patrimonio culturale e della tradizione in genere anche mediante l’utilizzo di pubblicazioni, audiovisivi, CD-rom etc.;
- cura la produzione di strumenti didattici, a stampa e multimediali che forniscano informazioni e conoscenze sul Mosaico della Cattedrale di Otranto e agevolino la divulgazione e la comprensione del patrimonio storico e culturale e della tradizione in genere;
- cura la partecipazione a Fiere e Borse Turistiche in Italia e all’Estero;
- organizza work-shop ed educational tour, anche in compartecipazione con altri soggetti del sistema turistico regionale o nazionale;
- cura tutte le azioni di promozione, di informazione, di comunicazione ed immagine;
- organizza manifestazioni e iniziative finalizzate a favorire la conoscenza del Mosaico della Cattedrale di Otranto e degli altri beni culturali della Terra d’Otranto;
- organizza incontri a tema per la valorizzazione del prodotto turistico sul territorio regionale, ovvero nell’ambito di Saloni o Fiere di rilievo nazionale e/o internazionale (workshop, educational tours, convegni, conferenze stampa, seminari, serate a tema rivolte ai turisti visitatori, operatori etc.);
- realizza campagne di comunicazione finalizzate a valorizzare il Mosaico della Cattedrale di Otranto e tutte le altre risorse culturali;
- organizza incontri rivolti ai turisti, agli operatori del settore e ai giornalisti;
- attua azioni di carattere editoriale (opuscoli, depliant, cartine, supporti audio-video, cartellonistica, etc) e campagne di comunicazione.
L’Addetto Culturale è in grado di operare in modo sinergico con le altre figure che operano nel territorio, valorizzando tutte le iniziative turistico-culturali presenti.
Struttura del corso
ll corso si struttura in tre tappe.
La prima di Introduzione: questa prima tappa ha l’obiettivo di fornire nozioni generali circa gli argomenti oggetto di studio.
La seconda di formazione di Base: questa seconda tappa ha l’obiettivo di far fare a corsisti e uditori un percorso teorico-pratico circa gli argomenti del corso.
La terza di Approfondimento: questa terza tappa consiste in un percorso concreto-esperienziale con riguardo agli argomenti affrontati nella tappa di formazione di base.
I corsisti si cimenteranno in esercitazioni didattiche agli uditori.
Agli uditori sarà data la concreta possibilità di organizzare visite guidate in favore di turisti e scolaresche.
Le tre Tappe si svolgeranno nell’arco di 3 mesi.
Sono previste complessivamente 100 ore di formazione teorica e pratica. Le ore didattiche sono considerate di 45 minuti.
Durante il corso saranno date indicazioni bibliografiche e di altro materiale (video, riviste, ecc.) per l’approfondimento e l’ampliamento personale delle conoscenze e delle competenze.
Alla fine di ogni Tappa verrà rilasciato un certificato di frequenza.
Risorse umane da utilizzare
Per l’attivazione e il funzionamento del corso il Centro Studi Terra d’Otranto si avvarrà di personale da designare.
Sistemi di verifica e di monitoraggio dell’apprendimento previsti all’interno del percorso formativo
Durante il percorso formativo sono previste delle verifiche dell’apprendimento basate su delle simulazioni di situazioni formative, in base agli argomenti trattati in aula, svolte dai corsisti sotto direzione dello staff dei docenti.
Prove finali e Attestati
Il corso, alla fine della terza Tappa, si conclude con una verifica finale consistente in una prova teorico-pratica.
A seguito di ciò e se l’ esito sarà positivo, verrà rilasciato un attestato di frequenza e profitto.
Alla verifica finale verranno ammessi solo i corsisti e gli uditori che hanno partecipato a tutte le tre Tappe e che avranno frequentato almeno il 75% sia delle ore di teoria che di quelle pratiche.
Sbocchi professionali previsti dal percorso formativo prescelto
I partecipanti al corso (corsisti e uditori) potranno lavorare prevalentemente per Associazioni, Agenzie di Turismo, Musei, Enti di Promozione Turistica, curando l’attuazione dei programmi turistici prestabiliti, accompagnando persone singole o gruppi nei luoghi oggetto della visita e illustrandone le caratteristiche salienti.
Inoltre, alla fine del corso, il Centro Studi Terra d’Otranto provvederà a segnalare i nominativi dei partecipanti, secondo le modalità previste dalla normativa sulla Privacy (Codice Privacy D. Lgs 196/03), alle Agenzie di Turismo, Enti o Associazioni interessate, inviando altresì elenchi di candidature "mirate" a fronte di specifiche richieste da parte delle Aziende che trasmettono le descrizioni dei profili d'interesse.
Intese con aziende e organizzazioni professionali per l’inserimento lavorativo dei partecipanti
Il Centro Studi Terra d’Otranto, al fine dell’inserimento nel mondo lavorativo dei partecipanti al corso, intende anche realizzare partnership con Agenzie di Turismo, Enti o Associazioni interessate.
Selezione
La selezione dei partecipanti al corso avverrà secondo le seguenti modalità: valutazione delle domande sulla base di un colloquio motivazionale ed attitudinale.
SCARICA IL BANDO DEL CONCORSO (formato PDF)
SCARICA L'AVVISO PUBBLICO (formato PDF)
SCARICA LA DOMANDA DI AMMISSIONE (formato PDF)
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